Primarie USA: Obama stravince in Mississipi
Barack Obama ha stravinto le primarie in Mississippi per la nomination dei democratici per la Casa Bianca, battendo Hillary Clinton.Secondo i primi conteggi resi noti, il senatore dell'Illinois avrebbe vinto con il 61% dei voti, contro il 37% di Hillary Clinton.
Il Mississippi mette in palio 33 delegati per la convention dei democratici di Denver: i conteggi dalla Abc al momento ne attribuiscono 18 ad Obama e 12 a Hillary.
Obama è in testa nella corsa alla nomination con 1.591 delegati, contro i 1.467 di Hillary Clinton (per la nomination sono necessari 2.025 delegati).
In Mississipi Hillary Clinton ha rinunciato a far campagna elettorale negli ultimi giorni, ritenendo lo stato già perso, e si è concentrata sulle primarie in Pennsylvania del 22 aprile (che la danno favorita).
Con i successi in Mississippi e in Wyoming, Obama ha recuperato in termini numerici i delegati che aveva perso nel martedì elettorale della settimana scorsa, quando la Clinton si era imposta in Texas, Ohio e Rhode Island.
In attesa del prossimo voto in Pennsylvania, come vi avevamo anticipato, il Partito democratico dovrà cercare di risolvere la delicata questione dell'eventuale ripetizione delle primarie in Michigan e Florida, due stati puniti con l'annullamento di tutti i delegati per aver votato prima del tempo stabilito dal Partito democratico stesso.
Vince Zapatero
In Spagna vince Zapatero: il premier socialista ha vinto oggi le elezioni politiche, senza riuscire però a conquistare la maggioranza assoluta in parlamento.Il partito di Zapatero, il Psoe, arriva primo con 169 deputati su 350, contro 153 al Partito Popolare (dopo lo spoglio del 95 % delle schede).
L'assassinio del socialista basco Isaias Carrasco, il giorno 8 marzo, sembra avere contribuito al successo del Psoe di José Luis Zapatero spingendo gli spagnoli al voto. L'affluenza è stata alta, attorno al 75%, sui livelli record delle precedenti politiche, che si erano svolte nel marzo 2004 all'indomani delle stragi dei treni di Madrid firmate da Al Qaida.
Ma mentre Zapatero ha vinto, Mariano Rajoy non ha perso del tutto.
Il Pp cresce, da 148 a 153 seggi, mentre i socialisti passano da 164 a 169, a scapito deo piccoli partiti rappresentati in Parlamento.
Zapatero ha detto ai militanti in festa davanti alla sede madrileno del Psoe: «Governerò per tutti, ma soprattutto per coloro che non hanno tutto» e «per far diventare realtà le aspirazioni delle donne», dei giovani e degli anziani.
Zapatero ha promesso di governare «con mano ferma ma tesa» verso gli altri.
Primarie democratiche USA: il punto al 9 marzo 2008
Martedì si vota in Mississippi, con Barack Obama reduce dalla netta vittoria in Wyoming (in Wyoming Obama ha ottenuto il 61% dei consensi, contro il 38% dalla senatrice di New York Hillary Clinton).Barack Obama però deve fare i conti con l'insistenza dei Clinton nel proporgli di entrare a far parte di un "ticket" presidenziale con Hillary (come numero 2) e con lo stop nella corsa dei "superdelegati" a schierarsi con lo stesso Obama.
Bill Clinton dal Mississippi ha parlato di un "Dream Team" Hillary-Barack che sarebbe «una forza quasi inarrestabile», ma Obama è scettico e ricorda di essere in vantaggio nel conto dei delegati (1.547 a 1.428 dopo il voto in Wyoming), oltre ad aver conquistato il doppio degli stati di Hillary.
Sull'ipotesi "Dream Team" Barak Obama ha detto: «Non mi vedrete come candidato alla vicepresidenza, sono in corsa per la presidenza»".
Le vittorie della settimana scorsa della Clinton l'hanno rimessa in corsa per la nimination del Partito democratico, ma Obama, dopo aver vinto in Wyoming, è ampiamente in testa nei sondaggi in Mississippi.
Hillary Clinton si aspetta invece di vincere il 22 aprile in Pennsylvania.
Il Washington Post, dopo aver interpellato un'ottantina di "superdelegati" indecisi, osserva che che la corsa dei "superdelegati" verso Obama si è fermata e i decisivi elettori del partito sono fermi in attesa di eventi.
Per vincere la nomination un candidato democratico deve collezionare 2.024 delegati e nessuno dei due candidati sembra in grado di riuscire a centrare il traguardo solo con le primarie.
Per questo motivo la nomination sembra nelle mani dei 794 superdelegati: membri del Congresso, governatori e altri esponenti del partito che non sono vincolati e possono decidere anche all'ultimo momento con chi schierarsi.
Una svolta potrebbe arrivare dalla decisione del Partito democratico di celebrare di nuovo le primarie in Florida e Michigan.
Florida e Michigan hanno votato a gennaio, contro le indicazioni del partito, e sono stati puniti con l'azzeramento dei loro 313 delegati.
Il presidente del Partito democratico, Howard Dean, si è detto aperto alla possibilità di permettere alla Florida di votare di nuovo, via posta.
Primarie democratiche USA: il punto della situazione
Ieri abbiamo pubblicato la notizia che Barak Obama ha superato Hillary Clinton nella corsa delle primarie democratiche negli Stati Uniti e abbiamo fornito il conteggio dei delegati tenuto dalla CNN che vede Obama in vantaggio per 1.215 a 1.190.Oggi riportiamo i conteggi tenuti da altri media americani che offrono conteggi diversi per Obama e Clinton, con le differenze legate al conteggio dei "superdelegati":
NBC: Obama 1.078, Clinton 969
CBS: Obama 1.242, Clinton 1.175
AP: Obama 1.223, Clinton 1.198
NYT: Clinton 1.041, Obama 927
Barak Obama supera Hillary Clinton
Barak Obama ha stravinto le elezioni primarie del partito democratico in Maryland, Virginia e Washington contro Hillary Clinton.Obama ha vinto con il 60% contro il 37% della Clinton in Maryland, 64% contro 35% in Virginia e 75% contro 24% nella città di Washington, dove i Clinton sono di casa da anni.
Come hanno titolato i giorali di tutto il mondo Obama non ha vinto in questi stati: Obama ha stravinto.
E così Barak Obama ha superato Hillary Clinton nel conto dei delegati tenuto dalla Cnn ed è ora in testa per 1.215 a 1.190 (servono 2.025 delegati per vincere la nomination).
Il senatore si avvia trionfale verso probabili successi il 19 febbraio alle Hawaii , dove è nato, e in Wisconsin, mentre la Clinton è costretta a puntare le speranze sul voto del 4 marzo in Ohioe nel Texas di Bush.
Primarie USA: in Florida vincono Clinton e McCain
La Florida incorona Hillay Clinton e George McCain.Nelle file democratiche l'ex First Lady Hillary Clinton si è aggiudicata le primarie in Florida davanti a Barak Obama e John Edwards.
Tra i repubblicani il senatore il senatore dell'Arizona George McCain si è imposto dopo un testa a testa con l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney.
Rudolph Giuliani, l'ex sindaco di New York, è arrivato terzo e starebbe trattando un appoggio a McCain.
Primarie USA: Obama stravince in South Carolina
Barack Obama ha vinto con 15 punti di vantaggio su Hillary Clinton le primarie democratiche in South Carolina.Il grande perdente della giornata è John Edwards il quale ottiene (giocando in casa) meno del 20% dei cosensi.
Primarie USA: in Nevada vince ancora la Clinton
In Nevada tra i candidati democratici alle primarie, Clinton ha vinto davanti a Barack Obama.Clinton ha distaccato di 6 punti (51 a 45%) Barack Obama al quale però va un delegato in più secondo un particolare sistema dello Stato
Terzo, con un risultato deludente, Edwards.
Primarie USA: in South Carolina vince McCain, in Nevada Romney
Il senatore dell'Arizona John McCain ha vinto le primarie repubblicane in South Carolina.Secondo Huckabee che non rinuncia.
Thompson, terzo, annuncia il ritiro dopo il deludente risultato.
In Nevada vittoria come da pronostico per l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, davanti a Paul e John McCain.
Barack Obama spacca il "black caucus"
Barack Obama spacca il "black caucus"Oltre un terzo degli appartenenti al gruppo dei deputati afroamericani ("black caucus", "congresso nero") non ha dato il suo sostegno al senatore Barack Obama che potrebbe diventare il primo presidente nero della storia americana, preferendo puntare su Hillary Clinton o John Edwards.
Questa scelta rischia di metterli in contrasto con i loro stessi elettori, dal momento che i sondaggi mostrano come l'elettorato afroamericano sia stia spostando verso il senatore dell'Illinois.

